Categoria: Formazione
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Catechesi oltre le ricette pronte: prima del metodo viene il contesto
Giulio MadedduLa catechesi non può partire da ricette pronte. Prima di scegliere metodi e strumenti occorre conoscere i contesti reali: famiglia, territorio, comunità parrocchiale, storia e cultura. Solo dall’ascolto della vita concreta nasce un discernimento capace di individuare forme di accompagnamento realmente adatte ai ragazzi di oggi.
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Quando è ferito non solo il presbitero, ma il presbiterio
Giulio MadedduNon solo i sacerdoti portano ferite. Anche il presbiterio, come corpo ecclesiale, conserva una memoria ferita fatta di traumi, conflitti, ferite istituzionali e narrazioni. Riconoscerle, raccontarle, elaborarle e riconciliarle permette di non restare prigionieri del passato e di trasformare le ferite in feritoie di fraternità e speranza.
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«Dov’è tuo fratello?». La docibilitas e la cura reciproca tra sacerdoti
Giulio MadedduLa morte per gesto volontario di un confratello è sempre, per me, una notizia particolarmente dolorosa. Lo è anche perché questa ferita ha toccato da vicino la mia esperienza personale: un confratello con il quale avevo condiviso gli anni della formazione, dopo molti anni di sacerdozio e un lungo periodo di sofferenza, si è tolto…
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Pastorale dei processi e pastorale degli eventi. Un’azione ecclesiale che genera cammini
Giulio MadedduRecentemente ho pubblicato una riflessione dal titolo «Dallo “slow food” alla “slow pastoral”. Che fine hanno fatto i gruppi giovanili?». L’intento era volutamente provocatorio. Prendendo in prestito una categoria ormai familiare nella nostra cultura, quella dello slow, cercavo di interrogarmi su una delle trasformazioni più significative della pastorale
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Dallo “slow food” alla “slow pastoral”. Che fine hanno fatto i gruppi giovanili?
Giulio MadedduC’è una domanda che da qualche tempo continua ad accompagnarmi e che vorrei condividere, senza alcuna pretesa di offrire risposte definitive: che fine hanno fatto i gruppi formativi giovanili? Mi riferisco a quella realtà che, fino ai primi anni Duemila, costituiva quasi l’ossatura della pastorale giovanile nelle nostre parrocchie. Penso ai gruppi dell’Azione Cattolica, dell’AGESCI,…
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Educare o intrattenere? L’equivoco che rischia di spegnere l’oratorio
Simone BellisaiNel dibattito pubblico, anche in ambienti lontani dalla vita ecclesiale, si sente spesso invocare un ritorno all’oratorio come antidoto a qualcosa: alla dipendenza dagli schermi, all’isolamento dei ragazzi, alla fragilità delle relazioni tra adolescenti. L’oratorio viene evocato come un luogo sano, autentico, capace di restituire ai giovani ciò che il digitale avrebbe sottratto. È un…
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Cinquant’anni di ministero: la gratitudine per un maestro, un confratello, un amico
Giulio MadedduCi sono anniversari che appartengono non solo alla vicenda personale di chi li celebra, ma anche alla storia di una Chiesa e delle persone che, nel corso degli anni, hanno avuto la grazia di condividere un tratto del proprio cammino con il festeggiato. Il cinquantesimo anniversario di ordinazione presbiterale di don Franco Puddu, celebrato lo…
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![Rigenerare la pastorale per rigenerare la Chiesa [video]](https://www.pastoralmente.it/wp-content/uploads/2026/07/video-rigenerare-la-pastorale-per-rigenerare-la-chiesa.png)
Rigenerare la pastorale per rigenerare la Chiesa [video]
Giulio MadedduA partire dalla prima enciclica di papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, e da alcuni significativi interventi del Pontefice rivolti alla Chiesa italiana, in particolare all’Assemblea generale della CEI, la riflessione propone una lettura delle sfide pastorali del nostro tempo.
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Papa Leone: Neemia e Francesco, maestri di “rigenerazione pastorale”
Giulio MadedduA tre giorni dalla presentazione di Magnifica humanitas, papa Leone XIV ha incontrato i vescovi italiani riuniti in assemblea. Enciclica e discorso, pur diversi per destinatari e contenuti, convergono in una stessa prospettiva: leggere le sfide del presente come occasione di rigenerazione ecclesiale, alla luce delle figure di Neemia e Francesco d’Assisi.
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Discernimento vocazionale. La chiamata di Maria come paradigma
Giulio MadedduTesto dell’incontro formativo per l’anno propedeutico 2025-2026 del Seminario Regionale Sardo. Alla luce di Maria, il discernimento vocazionale è presentato come processo tra grazia, verità e libertà. Non scelta autonoma, ma riconoscimento di un’azione di Dio che chiama, accompagna e conduce nel tempo, dentro la vita e la Chiesa.
