Categoria: Liturgia
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Tutto è pronto, venite alle nozze! L’invito di Dio che chiede di cambiare vita
Giulio MadedduDio invita tutti alla festa del Regno, senza distinzioni né meriti da esibire. Ma accogliere la chiamata significa lasciarsi trasformare. L’abito nuziale ricorda che non basta appartenere alla comunità cristiana: occorre vivere concretamente il Vangelo, traducendo la grazia ricevuta in scelte di vita.
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Custodi, non padroni della vigna. Il coraggio di non pensarsi indispensabili
Giulio MadedduLa vigna appartiene al Signore, non a chi è chiamato a guidarla. La parabola mette in guardia dalla tentazione di trasformare il servizio in possesso e protagonismo. Ogni responsabilità pastorale è custodia temporanea: coltivare, far crescere, produrre frutti e prepararsi, con libertà, a consegnare ad altri.
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Va’ a lavorare nella vigna. La responsabilità dei sì e dei no
Giulio MadedduLa parabola dei due figli interroga la vita delle nostre comunità: non bastano parole, intenzioni o appartenenze consolidate. Il Vangelo chiede di trasformare il «sì» in presenza e servizio, lasciando sempre aperta la possibilità di ripensare i propri «no». Ogni giorno il Padre ci chiama nuovamente nella sua vigna.
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Gli avvisi non allungano la messa, allungano la comunità
Simone BellisaiGli avvisi al termine della Messa sono un momento prezioso di comunicazione comunitaria: informano, collegano gruppi e persone, raggiungono anche chi è meno inserito nei circuiti digitali. Per essere efficaci devono essere brevi, chiari, ben letti e capaci di raccontare la vita concreta della parrocchia.
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«Sei invidioso perché io sono buono?». La grazia oltre il merito
Giulio MadedduLa parabola dei lavoratori della vigna ci conduce oltre la logica del calcolo. Dio continua a chiamare tutti e dona con generosità. Prima del merito c’è sempre la grazia. La vera conversione è imparare a gioire della sua bontà, anche quando raggiunge chi è arrivato per ultimo.
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«Quante volte dovrò perdonargli?». La misericordia senza calcoli
Giulio MadedduGesù invita Pietro a superare il criterio del calcolo: il perdono non si misura né si contabilizza. Possiamo perdonare perché siamo stati perdonati per primi. La memoria della misericordia ricevuta ci libera dal rancore e impedisce al male subito di avere l’ultima parola sulla nostra vita.
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Guadagnare il fratello. La sinfonia della comunione
Giulio MadedduLa comunità cristiana non è senza fragilità e conflitti, ma li affronta cercando sempre di «guadagnare il fratello». Correzione, misericordia, discernimento e preghiera diventano vie di comunione. Quando impariamo ad accordare le nostre differenze nel nome di Gesù, si realizza la sua promessa: «Io sono in mezzo a loro».
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«Va’ dietro a me»: occupare con umiltà il posto del discepolo
Giulio MadedduPietro riconosce Gesù come Cristo, ma fatica ad accettarne la strada. Vorrebbe persino spiegare al Maestro quale cammino seguire. Gesù lo invita a tornare dietro di lui. Essere discepoli significa imparare a pensare secondo Dio, scoprendo che persino una perdita può diventare spazio di vita.
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Leone XIV indica criteri e prospettive per i repertori liturgico-musicali
Giulio MadedduNell’Udienza generale del 19 agosto 2026, dedicata alla musica sacra nella Sacrosanctum Concilium, Leone XIV non introduce nuove norme, ma offre alcune formulazioni particolarmente significative per comprendere come dovrebbe nascere oggi un repertorio autenticamente liturgico.
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«Ma voi, chi dite che io sia?». Dal sentito dire alla fede
Giulio MadedduGesù conduce i discepoli dalle opinioni della gente alla scelta personale della fede: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro riconosce il Cristo e riceve una missione. Anche oggi non basta sapere qualcosa su Gesù: siamo chiamati a riconoscerlo, seguirlo e costruire su di Lui.
