Categoria: Liturgia
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Gli avvisi non allungano la messa, allungano la comunità
Simone BellisaiGli avvisi al termine della Messa sono un momento prezioso di comunicazione comunitaria: informano, collegano gruppi e persone, raggiungono anche chi è meno inserito nei circuiti digitali. Per essere efficaci devono essere brevi, chiari, ben letti e capaci di raccontare la vita concreta della parrocchia.
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«Sei invidioso perché io sono buono?». La grazia oltre il merito
Giulio MadedduLa parabola dei lavoratori della vigna ci conduce oltre la logica del calcolo. Dio continua a chiamare tutti e dona con generosità. Prima del merito c’è sempre la grazia. La vera conversione è imparare a gioire della sua bontà, anche quando raggiunge chi è arrivato per ultimo.
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«Quante volte dovrò perdonargli?». La misericordia senza calcoli
Giulio MadedduGesù invita Pietro a superare il criterio del calcolo: il perdono non si misura né si contabilizza. Possiamo perdonare perché siamo stati perdonati per primi. La memoria della misericordia ricevuta ci libera dal rancore e impedisce al male subito di avere l’ultima parola sulla nostra vita.
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Guadagnare il fratello. La sinfonia della comunione
Giulio MadedduLa comunità cristiana non è senza fragilità e conflitti, ma li affronta cercando sempre di «guadagnare il fratello». Correzione, misericordia, discernimento e preghiera diventano vie di comunione. Quando impariamo ad accordare le nostre differenze nel nome di Gesù, si realizza la sua promessa: «Io sono in mezzo a loro».
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«Va’ dietro a me»: occupare con umiltà il posto del discepolo
Giulio MadedduPietro riconosce Gesù come Cristo, ma fatica ad accettarne la strada. Vorrebbe persino spiegare al Maestro quale cammino seguire. Gesù lo invita a tornare dietro di lui. Essere discepoli significa imparare a pensare secondo Dio, scoprendo che persino una perdita può diventare spazio di vita.
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Leone XIV indica criteri e prospettive per i repertori liturgico-musicali
Giulio MadedduNell’Udienza generale del 19 agosto 2026, dedicata alla musica sacra nella Sacrosanctum Concilium, Leone XIV non introduce nuove norme, ma offre alcune formulazioni particolarmente significative per comprendere come dovrebbe nascere oggi un repertorio autenticamente liturgico.
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«Ma voi, chi dite che io sia?». Dal sentito dire alla fede
Giulio MadedduGesù conduce i discepoli dalle opinioni della gente alla scelta personale della fede: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro riconosce il Cristo e riceve una missione. Anche oggi non basta sapere qualcosa su Gesù: siamo chiamati a riconoscerlo, seguirlo e costruire su di Lui.
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La Cananea e la fede che non si arrende
Giulio MadedduLa Cananea attraversa il silenzio di Gesù, l’insofferenza dei discepoli e ogni barriera senza arrendersi. La sua fede umile e perseverante riconosce che basta una briciola della grazia di Dio. Gesù la indica come esempio: la fede autentica supera confini, ostacoli e appartenenze.
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Quando il vento è contrario: «Signore, salvami!»
Giulio MadedduNel Vangelo di questa domenica, la barca dei discepoli attraversa la notte e affronta il vento contrario. Pietro scopre che la fede vacilla quando lo sguardo si allontana da Gesù. Ma proprio mentre affonda, Cristo gli tende la mano: «Coraggio, sono io, non abbiate paura».
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«Congeda la folla». «Voi stessi date loro da mangiare»
Giulio MadedduGesù trasforma il poco donato con fiducia in un’abbondanza che sfama tutti. La sua compassione diventa condivisione e anticipa l’Eucaristia, dove il pane spezzato continua a nutrire il popolo di Dio. Anche oggi il Signore ci affida la missione: «Voi stessi date loro da mangiare».
