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Categoria: Evangelizzazione

  • «Va’ dietro a me»: occupare con umiltà il posto del discepolo

    «Va’ dietro a me»: occupare con umiltà il posto del discepolo

    Giulio Madeddu

    Pietro riconosce Gesù come Cristo, ma fatica ad accettarne la strada. Vorrebbe persino spiegare al Maestro quale cammino seguire. Gesù lo invita a tornare dietro di lui. Essere discepoli significa imparare a pensare secondo Dio, scoprendo che persino una perdita può diventare spazio di vita.

  • «Ma voi, chi dite che io sia?». Dal sentito dire alla fede

    «Ma voi, chi dite che io sia?». Dal sentito dire alla fede

    Giulio Madeddu

    Gesù conduce i discepoli dalle opinioni della gente alla scelta personale della fede: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro riconosce il Cristo e riceve una missione. Anche oggi non basta sapere qualcosa su Gesù: siamo chiamati a riconoscerlo, seguirlo e costruire su di Lui.

  • La Cananea e la fede che non si arrende

    La Cananea e la fede che non si arrende

    Giulio Madeddu

    La Cananea attraversa il silenzio di Gesù, l’insofferenza dei discepoli e ogni barriera senza arrendersi. La sua fede umile e perseverante riconosce che basta una briciola della grazia di Dio. Gesù la indica come esempio: la fede autentica supera confini, ostacoli e appartenenze.

  • Quando il vento è contrario: «Signore, salvami!»

    Quando il vento è contrario: «Signore, salvami!»

    Giulio Madeddu

    Nel Vangelo di questa domenica, la barca dei discepoli attraversa la notte e affronta il vento contrario. Pietro scopre che la fede vacilla quando lo sguardo si allontana da Gesù. Ma proprio mentre affonda, Cristo gli tende la mano: «Coraggio, sono io, non abbiate paura».

  • Pastorale dei processi e pastorale degli eventi. Un’azione ecclesiale che genera cammini

    Pastorale dei processi e pastorale degli eventi. Un’azione ecclesiale che genera cammini

    Giulio Madeddu

    Recentemente ho pubblicato una riflessione dal titolo «Dallo “slow food” alla “slow pastoral”. Che fine hanno fatto i gruppi giovanili?». L’intento era volutamente provocatorio. Prendendo in prestito una categoria ormai familiare nella nostra cultura, quella dello slow, cercavo di interrogarmi su una delle trasformazioni più significative della pastorale

  • «Congeda la folla». «Voi stessi date loro da mangiare»

    «Congeda la folla». «Voi stessi date loro da mangiare»

    Giulio Madeddu

    Gesù trasforma il poco donato con fiducia in un’abbondanza che sfama tutti. La sua compassione diventa condivisione e anticipa l’Eucaristia, dove il pane spezzato continua a nutrire il popolo di Dio. Anche oggi il Signore ci affida la missione: «Voi stessi date loro da mangiare».

  • Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo

    Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo

    Giulio Madeddu

    Il Regno di Dio è il tesoro che dona senso a tutta la vita. Chi incontra Cristo sceglie con gioia ciò che conta davvero. La Chiesa accoglie tutti, lasciando il giudizio a Dio, mentre ogni discepolo è chiamato a lasciarsi trasformare continuamente dal Vangelo.

  • Dallo “slow food” alla “slow pastoral”. Che fine hanno fatto i gruppi giovanili?

    Dallo “slow food” alla “slow pastoral”. Che fine hanno fatto i gruppi giovanili?

    Giulio Madeddu

    C’è una domanda che da qualche tempo continua ad accompagnarmi e che vorrei condividere, senza alcuna pretesa di offrire risposte definitive: che fine hanno fatto i gruppi formativi giovanili? Mi riferisco a quella realtà che, fino ai primi anni Duemila, costituiva quasi l’ossatura della pastorale giovanile nelle nostre parrocchie. Penso ai gruppi dell’Azione Cattolica, dell’AGESCI,…

  • Educare o intrattenere? L’equivoco che rischia di spegnere l’oratorio

    Educare o intrattenere? L’equivoco che rischia di spegnere l’oratorio

    Simone Bellisai

    Nel dibattito pubblico, anche in ambienti lontani dalla vita ecclesiale, si sente spesso invocare un ritorno all’oratorio come antidoto a qualcosa: alla dipendenza dagli schermi, all’isolamento dei ragazzi, alla fragilità delle relazioni tra adolescenti. L’oratorio viene evocato come un luogo sano, autentico, capace di restituire ai giovani ciò che il digitale avrebbe sottratto. È un…

  • Zizzania, senape e lievito. La pazienza di Dio e la speranza del Regno

    Zizzania, senape e lievito. La pazienza di Dio e la speranza del Regno

    Giulio Madeddu

    Il Regno di Dio cresce con la pazienza del seminatore, la forza nascosta del lievito e la speranza del granello di senape. Ai discepoli non è chiesto di giudicare il mondo, ma di lasciarsi trasformare dal Vangelo, confidando che Dio porterà a compimento la sua opera.