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Quando è ferito non solo il presbitero, ma il presbiterio
Giulio MadedduNon solo i sacerdoti portano ferite. Anche il presbiterio, come corpo ecclesiale, conserva una memoria ferita fatta di traumi, conflitti, ferite istituzionali e narrazioni. Riconoscerle, raccontarle, elaborarle e riconciliarle permette di non restare prigionieri del passato e di trasformare le ferite in feritoie di fraternità e speranza.
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Guadagnare il fratello. La sinfonia della comunione
Giulio MadedduLa comunità cristiana non è senza fragilità e conflitti, ma li affronta cercando sempre di «guadagnare il fratello». Correzione, misericordia, discernimento e preghiera diventano vie di comunione. Quando impariamo ad accordare le nostre differenze nel nome di Gesù, si realizza la sua promessa: «Io sono in mezzo a loro».
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«Va’ dietro a me»: occupare con umiltà il posto del discepolo
Giulio MadedduPietro riconosce Gesù come Cristo, ma fatica ad accettarne la strada. Vorrebbe persino spiegare al Maestro quale cammino seguire. Gesù lo invita a tornare dietro di lui. Essere discepoli significa imparare a pensare secondo Dio, scoprendo che persino una perdita può diventare spazio di vita.
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Leone XIV indica criteri e prospettive per i repertori liturgico-musicali
Giulio MadedduNell’Udienza generale del 19 agosto 2026, dedicata alla musica sacra nella Sacrosanctum Concilium, Leone XIV non introduce nuove norme, ma offre alcune formulazioni particolarmente significative per comprendere come dovrebbe nascere oggi un repertorio autenticamente liturgico.
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«Ma voi, chi dite che io sia?». Dal sentito dire alla fede
Giulio MadedduGesù conduce i discepoli dalle opinioni della gente alla scelta personale della fede: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro riconosce il Cristo e riceve una missione. Anche oggi non basta sapere qualcosa su Gesù: siamo chiamati a riconoscerlo, seguirlo e costruire su di Lui.
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«Dov’è tuo fratello?». La docibilitas e la cura reciproca tra sacerdoti
Giulio MadedduLa morte per gesto volontario di un confratello è sempre, per me, una notizia particolarmente dolorosa. Lo è anche perché questa ferita ha toccato da vicino la mia esperienza personale: un confratello con il quale avevo condiviso gli anni della formazione, dopo molti anni di sacerdozio e un lungo periodo di sofferenza, si è tolto…
